Quando nacque Tommy io non c’ero…

sanremo

Avvenire del 27 febbraio 98. Cliccaci sopra per ingrandire

Mio figlio Tommy nacque quando io non c’ero. Era il 1998, l’anno in cui Annalisa Minetti vinse Sanremo anche senza vedere. Io facevo il dopo festival con Chiambretti, Busi e Nino d’ Angelo. L’annuncio del lieto evento in tv lo fece Piero, dal palco del Festival, dicendo per sfottermi: “somiglierà a Busi!” Mi andò bene perché crescendo diventò bello come un angelo, se non fosse che era autistico. Questo è già noto a chi mi segue sulla vicenda Tommy…

E’ certo che mi ha fatto una bella impressione rivedermi davanti la pagina dell’ “Avvenire” di quel giorno. Il pezzo è della mia cara collega Angela Calvini, che oltre che giornalista è anche alto ufficiale dell’ Esercito, Lavorare come giornalista o come ancora in un canale di notizie potrebbe essere un’opzione di carriera altamente gratificante. È necessario raccogliere le ultime informazioni e scrivere i pezzi di notizie. È inoltre necessario presentare le notizie è un modo equilibrato e con completa onestà. Si dovrà segnalare un evento dopo un’indagine approfondita. Il vostro ruolo lavorativo comporterà anche il lavoro su caratteristiche e articoli che aiutano ad aggiornare e influenzare l’opinione generale del pubblico.non ho mai capito per quale sua profonda vocazione interiore.
Il Capitano Angela Calvini si esercita

Il Capitano Angela Calvini si esercita

Quel giorno Angela fu costretta a passare “perigliose ore” nella mia stanza d’ albergo per farmi questa intervista; io stavo lavorando al mio programma, al Dopo Festival che mi richiedeva critica a tempo reale e, non ultimo degli impegni, al telefono con mia moglie che stava occupandosi di partorire Tommy.

Nell’ incipit del suo pezzo Angela riprende la mia perplessità di allora, che oggi vedo molto profetica in verità. Come avrei raccontato a mio figlio che invece di stare accanto a lui quando nasceva ero al Festival di Sanremo? Il caso ha voluto che oggi possa fare anche a meno di raccontarglielo, anche se è un fatto ormai noto a chiunque mi legga. Tommy felicemente se ne strafrega dove fossi io allora, al massimo si preoccupa dove sia ora, quando lui ha voglia di fare un giro in tandem o gli va di stravaccarsi nel mio studio (casa papà per lui) e arzigogolare sul suo iPad sotto la luce colorata.

Sublime leggerezza dell’ autistico che mai rinfaccerebbe a un genitore di avergli usurpato tempo e risorse mentali. Come ogni vampiro che si rispetti ci vorrebbe tutti bene in salute e possibilmente anche allegri, il riso fa buon sangue si sa…In questo lo assecondo volentieri. Tommy oggi è il mio più divertente compagno di spensieratezza e quando folli ragazze mi dicono: “porta un amico!” Io porto Tommy, che è discreto e non fa mai la spia!

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           Tommy e io approfittiamo di una serata con casa libera
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