Dediche


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Vorrei dare un segno reale della mia presenza a ognuno dei miei lettori che si senta investito dalle mie riflessioni sul tema della disabilità psichica e relazionale, sia perché conosce da vicino la realtà dell’ autismo, sia perché è interessato a capire di più di un universo vastissimo, ma invisibile tra le pieghe della società.

A chiunque mi manderà una sua foto con il libro in mano e qualche riga con la sua storia, preferibilmente attraverso la form a destra di questa pagina o via mail a miofiglioautistico@gmail.com , io invierò la pagina di frontespizio del libro con una mia dedica autografa personalizzata. Attiva e inizia a scrivere il tuo libro. Anche se vuoi decidere dove autografare sul tuo libro, allora decidi dove dover firmare. La pagina del titolo è l’area preferita perché è il luogo in cui la maggior parte dei libri viene autografata. Puoi anche scegliere di autografare nella copertina interna del libro. Assicurati di scrivere un messaggio personalizzato e di scegliere una buona penna.Il tuo nome dovrebbe essere chiaramente visibile e anche fare causa di una frase che potrebbe essere la tua firma.L’ ho già fatto con un mucchio di lettori con il mio primo libro, allora promisi che avrei scritto dediche elettroniche a chiunque mi avesse mandato una foto. Continuerò a farlo fino anche con questo secondo libro fino a che qualcuno mi manderà foto chiedendomi dediche.

Già dalle foto pubblicate per il libro precedente mi è stato possibile vedere finalmente chi siano i miei lettori. E’ un privilegio raro, di solito chi scrive al massimo può incrociare un attimo uno sguardo, un sorriso, una mano che tende il libro da firmare. Ben poco gli resta di chi lo ha letto dando un senso al suo esistere. A me resta moltissimo invece: fantastiche lettrici che si sono messe l’ abito della festa e fatte belle per la foto, altri che hanno escogitato lo scatto a volto dimezzato, come il Visconte Medardo di Terralba al momento del ricongiungimento con la sua metà perduta.

Poi ancora tanti genitori che fieri si fotografano con i loro figlioli balzani, che come Tommy alla fine ci sgretolano le ossa, ma ci fanno anche tanto divertire. Il mondo è pieno di gente grigia e pesante come pietre, i nostri strampalati figli parlano poco, ma almeno emanano pensieri di una leggerezza tale da far volare persino noi.

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