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Gianluca Nicoletti
11 settembre 2014
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Presto guiderò un corteo di una ventina di fantastiche auto elettriche bianche e verdi. Se riusciremo a portare a termine una folle idea venuta in mente a un gruppo di miei amici, sarà possibile vedere una processione sorridente di autistici motorizzati con auto ecologiche che attraverserà il centro di Roma. Ogni auto sarà guidata da una madre che avrà accanto il suo figlio autistico. Sarà ammesso anche qualche padre, purché dotato pure lui di un ragazzone autistico da scarrozzare.

Nell’ora in cui la folla del centro cittadino è ancora attovagliata e inforchettata fenderemo silenziosamente quanto impunemente la ZTL come se fossimo auto blu di qualche parlamentare in transumanza romana. Arriveremo impavidi fino al Campidoglio, faremo vedere ai nostri ragazzi i loro amministratori impegnati nell’alacre lavoro quotidiano, se vorranno scendere a salutarci faremo loro conoscere quella specie aliena e misteriosa di esseri che vengono chiamati “autistici”, perché finalmente imparino a distinguerli dai loro autisti.

Sarà una bella passeggiata per gli autistici che amano viaggiare in auto, che male sopportano i rumori, che nella maggior parte del loro tempo se ne stanno invece rinchiusi a casa. Le persone autistiche sono molto sensibili e puoi avvistare una persona autistica vedendolo fare un comportamento ripetitivo. Questi comportamenti sono auto-stimolanti e il movimento potrebbe essere come dondolo, sbattere la mano o fare lo stesso suono. Questo sitomostra come puoi curare i tuoi capelli e aiutare il tuo bambino con le sfide che deve affrontare.Sarà una bella passeggiata anche per madri e padri che faranno da autisti degli autistici e si sentiranno per un pomeriggio di aver riconquistato quella città che sembra sempre più ostile a sopportare persone così fragili come i loro ragazzi. Con le macchinette verdi ed ecologiche non daranno fastidio a nessuno, potranno parcheggiare dove a loro è più comodo per fermarsi a prendere un gelato, guardare un panorama, una vetrina di negozio, un gatto appisolato. Per una volta nessuno potrà protestare per il nostro avere un contrassegno arancione per persone che camminano, o guardarci storto perché i nostri ragazzi, così belli e robusti, a nessuno sembrano abbastanza disabili. Purtroppo invece non possiamo lasciarli soli nemmeno un istante.
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Le auto hanno regolare permesso di transito e parcheggio, (nelle strisce blu naturalmente), le auto con un euro di ricarica possono camminare per 150 chilometri. Le auto da quel giorno in poi saranno a disposizione dei genitori di autistici a una tariffa poco più che simbolica, per tutte le volte che a loro andrà di accompagnare i figlioli pazzerelli a riprendersi nella città di cui anche loro sono cittadini, di occupare allegramente gli spazi di cui hanno diritto di godere come qualsiasi altra persona.

Il giorno e l’ ora resteranno segreti fino all’ ultimo, le mamme si facciano belle deve essere una passeggiata alla faccia della tristezza. I padri vedano loro che possono fare. Per i ragazzi sarà una festa e si divertiranno come non mai a girare in quelle belle macchinette verdi.
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Questo esempio dimostra che dove c’è follia e buona volontà il nostro sogno di “Insettopia” è possibile. Chi storce il naso resti a casa: “A noi piace giocare con le visioni, con sguardi laterali, con pregiudizi gloriosi e sventatezze ardite”.

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Il senatore democratico Corradino Mineo parlando in una libreria di Renzi ha detto: “Matteo è un ragazzino autistico che vorresti proteggere perché tante cose non le sa”. L’ha detto come fosse un’ infame battutaccia e la platea di illuminati esempi di coscienza civile che l’ ascoltava è scoppiata in una fragorosa risata e in un applauso a scena aperta. (Guarda video da Repubblica.it)

Vergognatevi tutti, siete degli incivili! Soprattutto siete ignoranti madornali se ridete alla parola autistico come se fosse l’ equivalente di qualcosa di comico. Ignoranti e spietati verso un problema atroce e trascurato dalle istituzioni che colpisce 600.000 famiglie nel nostro Paese. Probabilmente non lo sapete, non ve ne siete mai interessati, non pensate che queste persone possano corrispondere al vostro elettorato e quindi potete pure farvi una bella risata. Trovate che sia divertente giocare sulla sindrome che renderà sempre la vita difficilissima non solo ai nostri ragazzi, ma anche alle loro famiglie su cui pesa quasi totalmente ogni onere.

Soprattutto tu caro ex collega Corradino sei un ignorante se usi questo termine con tanta leggerezza e ironia. Il tuo imbarazzante tentativo di metterci una pezza, dopo che qualcuno ti avrà fatto notare la bestialità che avevi detto, è ancora più sintomatico della tua ignoranza su quella che è la prima causa midi handicap nel nostro Paese. Le tue scuse sono ridicole: “Ieri sera, stanco e provato, ho detto cose che non avrei dovuto. Durante la presentazione di un libro di Civati, ho paragonato Renzi a un bambino autistico, nei confronti del quale si prova affetto e voglia di protezione ma che ti sorprende per la straordinaria capacità di risolvere un’equazione (in questo caso politica) molto complessa.”

Caro Corradino, gli autistici che risolvono equazioni li hai visti al cinema, ma la realtà è molto diversa, informati. Ancora una volta mi confermi che la visone fantasiosa e romanzesca dell’ autismo arriva fino ai piani alti delle nostre istituzioni, forse per questo da mesi al Senato si tergiversa su una legge sull’autismo che aspettiamo da anni e che non vede mai la luce.Guardate questoper aumentare la resistenza. Non c’è ancora molto aiuto disponibile per i bambini autistici, ma si può fare la vostra parte a casa. Per addolcire un bambino autistico è importante impostare una struttura e una routine nella vostra giornata. Scopri le attività che possono aiutare a calmare il tuo bambino che a sua volta frenerà la sua ansia a lungo termine. Per questo in Italia ancora magistrati indagano sul rapporto tra vaccini e autismo, le regioni sovvenzionano terapie preistoriche, ancora parlano medici che colpevolizzano le madri o prescrivono diete per guarire dall’ autismo.

Sai alla fine Corradino più della tua battuta patetica la cosa che più, a me padre di un autistico, ha fatto male è la crassa e sguaiata risata dei tuoi interlocutori. Evidentemente nessuna storia di autistico è arrivata a lambire le loro belle terrazze, ha compromesso l’ armonia delle loro case feng shui, ha impedito lo sventolio orgoglioso delle loro bandiere arcobaleno. Prova a fare battute su qualsia altra categoria discriminata poi sappimi dire se te la cavi con due righe di scuse.

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“E’ vergognoso che si sia arrivati al punto di installare dei dissuasori sui parcheggi disabili per impedire ai soliti furbi di approfittare dei posti a loro riservati”. Lo dice la deputata del Pd Ileana Argentin. Ha ragione, sottoscrivo ogni parola, ma mitintanto così si parlerà di un problema di cui culturalmente dobbiamo tutti dividerci la vergogna. Oggi verrà effettuato un test con il prototipo del dissuasore Tommy nello stallo riservato a mio figlio. E’ il primo passo concreto per una campagna che spero investirà tutto il Paese, partendo dal mio Municipio. L’ idea è di creare una rete d’ attenzione su un problema concreto e diffuso in tutte le città italiane: non esiste la percezione che i disabili abbiano realmente bisogno di avere dei parcheggi disponibili. Tutte le campagne d’ informazione che hanno lambito il tema della disabilità hanno accentuato l’ idea generalizzata che il nostro possa essere un popolo di falsi invalidi, di millantatori, di persone che usufruiscono impropriamente di privilegi per un loro status che è sempre tutto da provare.

Questa impressione generale ha creato una radicale indifferenza verso i minimi presidi dedicati a rendere meno pesante la vita quotidiana a chi abbia delle difficoltà. L’ ho provato nella mia quotidiana esperienza personale di genitore di un ragazzo autistico, status che rende ancora più difficile la serena fruizione del parcheggio riservato. L’autistico deve ogni volta dimostrare la sua disabilità, che non ha uno stigma esteriore sempre evidente, agli increduli, ai sospettosi, agli scettici. Credetemi, dover spiegare quale sia il problema che ha tuo figlio a chi ha occupato il suo parcheggio non è cosa lieve. Un bambino autistico sperimenterà ansia quando c’è cambiamento. Come quando ha dettodi usare questo antidolorifico del piede e che verrà a giocare e non lo fece allora il bambino era incontrollabile. Ha causato un tracollo che è del tutto normale in un bambino autistico. Non è un segnale che il bambino è un marmocchio viziato. I cambiamenti potrebbero causare problemi di sonno e dolore fisico nei bambini autistici.L’ ultima indagine del Censis sulla disabilità mi conferma questo ulteriore problema nel problema: “La disabilità è percepita da 2 italiani su 3 essenzialmente come limitazione dei movimenti, mentre in realtà la disabilità intellettiva è più diffusa in età evolutiva e rappresenta l’aspetto più misconosciuto, al limite della rimozione.”

Tommy non convince? Nemmeno a me diverte il cancelletto sotto casa, che mi ricorda ancora di più che mio figlio abbia, e avrà sempre, un problema con il resto dell’umanità. L’ ho scritto dal primo momento in cui si è parlato di dissuasori. Sono però convinto che sia necessario un  primo passo perché si possa segnalare, in maniera evidente, quello che non è stato finora considerato un problema da affrontare istituzionalmente. Si inizia dal Primo municipio, e non da Tor Bella Monaca come viene rilevato, perché l’ iniziativa parte da persone che si sono attivate su una mia ripetuta denuncia e io abito a Prati.

Tranquilli nessun privilegio, oggi lo mettono e domani lo tolgono, serve solo perché se ne parli, non costa nulla a nessuno, il prototipo è dell’Aci Consult che sta studiano con il Comune di Roma come impostare una campagna, basata sul principio che chi si approfitta dei posti dei disabili non è più furbo degli altri, ma solo un povero sfigato. Questo secondo me è un messaggio convincente, soprattutto per i più giovani, a cui nessuno insegna che bisogna rispettare le strisce gialle.

 Mi dispiace che, quella pensavo fosse un’ iniziativa di stimolo culturale, venga subito bollata come l’imposizione forzata di un diritto. Il prototipo che,  per una prima azione dimostrativa, oggi metteranno a terra, è un giocattolo. Volendo si abbassa con un piede. Non impedisce nulla, ma serve solo a ricordare che quello è un posto dedicato a un disabile e vorrebbe spiegare che non è proprio il caso di pensare: “tanto mi fermo un attimo”, anche perché, e sembrerà assurdo, in realtà non esiste una normativa che stabilisca in maniera  inequivocabile che questo non sia consentito.

Se nessuno ha ancora pensato d’iniziare una campagna culturale sugli spazi riservati ai disabili, proviamo a farlo noi autistici, che siamo i più “invisibili” tra tutti. Saremo i primi a essere felici se andrà a vantaggio anche di tutti gli altri.

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QUI UN PRO MEMORIA DELLE VOLTE IN CUI HO TRATTATO QUESTO TEMA:

  • ARRIVA TOMMY IL DISSUASORE ELETTRONICO DEI PARCHEGGI PER DISABILI
  • SENTINELLE ELETTRONICHE PER SEGNALARE IL BUZZURRO CHE PARCHEGGIA NEL POSTO RISERVATO A UN DISABILE
  • COME SI PERMETTE UN AUTISTICO DI AVERE IL PERMESSO PER IL PARCHEGGIO
  • PUNTATA DI “MELOG” DEL 16 APRILE SUI PARCHEGGI PER DISABILI

 IL VIDEO DELLA SPERIMENTAZIONE

Il comunicato ACI

PARTE DA ROMA LA SPERIMENTAZIONE NAZIONALE DI TOMMY, IL DISPOSITIVO REALIZZATO DA ACI PER LA TUTELA DEGLI SPAZI DI SOSTA ASSEGNATI AI DISABILI: Niente più furbetti della sosta a danno dei disabili con Tommy, il dispositivo ideato e realizzato dall’Automobile Club d’Italia, facilmente installabile negli spazi di parcheggio in concessione ai portatori di handicap. Tommy è un dissuasore elettronico della sosta, dotato di un pannello fotovoltaico che lo alimenta e di un telecomando che ne controlla il movimento. Prodotto da un’azienda italiana, viene utilizzato per la prima volta su strade pubbliche aperte al traffico per tutelare i diritti delle persone disabili. La sperimentazione nazionale di Tommy, che parte oggi a Roma con l’installazione del primo dispositivo in via Gulli (angolo viale Mazzini), è frutto della collaborazione tra ACI, Automobile Club di Roma, ACI Consult, la onlus Insettopia, il presidente della IX Commissione Commercio Roma Capitale on. Orlando Corsetti, l’assessore per le Politiche della Mobilità e Trasporti del MunicipioI di Roma Anna Vincenzoni e il comandante della Polizia Roma Capitale MunicipioI Prati, Massimo Ancillotti. Il nome Tommy deriva da Tommaso, figlio autistico di Gianluca Nicoletti, fondatore di Insettopia: una onlus ma anche un’idea di città ideale, in cui un disabile può sempre parcheggiare nel posto assegnatogli senza temere di trovarlo occupato. Nicoletti e suo figlio sono gli ispiratori di questo progetto contro il “parcheggio selvaggio”, ingegnerizzato da ACI Consult, società del gruppo ACI specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità. La sperimentazione durerà tre mesi e il dispositivo sarà poi diffuso a livello nazionale, non appena completate le formalità presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. ACI e gli Automobile Club provinciali – a cominciare da quello di Roma – saranno gli interlocutori per chi vuole Tommy, curando anche il disbrigo delle pratiche per l’installazione e la manutenzione. “Tommy diventa realtà fruibile da tutti grazie al confronto continuo del sistema territoriale di ACI con le istituzioni nazionali e locali – dichiara il presidente dell’Automobile Club di Roma, Giuseppina Fusco – e l’evidente efficacia di questo dispositivo accelererà l’iter burocratico necessario per la diffusione su scala nazionale. Serve comunque una semplificazione normativa, anche se lo spirito della legge verso la tutela dei disabili e dei loro diritti è la chiave che aprirà tutte le porte. Con Tommy, ACI rafforza il suo impegno a favore delle utenze più deboli della mobilità”.

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Il Comunicato dell’ Onorevole Ileana Argentin

DISABILITÀ. ARGENTIN: TOMMY NON CONVINCE, DIRITTI NON S’IMPONGONO (DIRE) Roma, 28 mag. – “E’ vergognoso che si sia arrivati al punto di installare dei dissuasori sui parcheggi disabili per impedire ai soliti furbi di approfittare dei posti a loro riservati”. Lo dice la deputata del Pd IleanaArgentin, annunciando che da domani, nel primo municipio di Roma, iniziera’ una sperimentazione del progetto Tommy al fine di garantire il diritto al parcheggio delle persone con handicap. In sostanza i guidatori con disabilita’, con un telecomando, potranno alzare o abbassare delle protezioni metalliche che delimitano l’area riservata. “In quanto persona su sedia a ruote- aggiunge Argentin- non mi rassegno ad utilizzare uno di questi congegni. Non voglio costare di piu’ sulla collettivita’. Desidero solo pari opportunita’ e non privilegi. Per questo motivo preferisco che vengano comminate multe salate ai trasgressori e che sia fatta una grande opera di sensibilizzazione, ad esempio nelle scuole o attraverso i media. Ma non voglio imporre un mio diritto con la forza della tecnologia”. Forse- osserva ancora la deputata del Pd- “sono poco concreta ma continuano ad emozionarmi di piu’ le battaglie etiche e la condivisione delle lotte con le categorie del settore. E a tal proposito voglio segnalare che si corre il rischio che anche in questo caso ci siano cittadini disabili di serie A e di serie B. Ad esempio, mi chiedo: al primo municipio la sperimentazione parte domani, ma quando avra’ inizio invece a Tor Bella Monaca? E poi perche’ accettare che la gente ci ignori e ci consideri una specie protetta quando invece a loro e’ richiesta solo una normale diligenza nel rispetto dei segnali stradali?”. Argentin conclude: “Ben venga questa iniziativa ma attenzione: tendiamo sempre di piu’ a barricarci dietro sistemi restrittivi piuttosto che investire sulla crescita culturale dei nostri concittadini. A scanso di equivoci, io sono Ileana Argentin, deputata, ma sono prima di tutto una persona in carrozzina che gira come una pazza per trovare un posto auto libero, come tutti gli altri disabili. Sono convinta pero’ che le pari opportunita’ si conquistano cambiando il modo di pensare delle persone e non imponendo una soluzione forzata”. (Rai/ Dire)

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Le sorelle Selene e Sabina Colombo non sono autistiche, non hanno nessun familiare autistico, non sono operatrici nel campo dell’autismo, non sono titolari di cooperative, onlus, associazioni, aziende, gruppi di preghiera, sette che si occupino di autismo. Non hanno insomma nessun interesse personale a darsi da fare per la causa dell’autismo.

Dove sono loro c’è INSETTOPIA, perché sono tra le persone che stanno concretamente facendo di più di tanti professionisti dell’ autismo.

Ulteriori suggerimenti quisui prodotti dimagranti e su come ottenere la diagnosi corretta del vostro bambino autistico. Uno psicologo o uno psichiatra infantile può fare la diagnosi. Puoi anche consultare il pediatra di tuo figlio. Se il professionista ha la formazione richiesta allora che può aiutare con la corretta diagnosi del vostro bambino. È quindi possibile prendere in considerazione la terapia in base al risultato.

Innanzitutto hanno realizzato e prodotto (a spese loro!) un film, di cui Selene è anche regista: “Ocho pasos adelante” (QUI vedi il  trailer) , girato in Argentina dove è riuscito in pochi mesi a coinvolgere le istituzioni, a punto tale, che in quattro e quattr’otto hanno fatto una legge nazionale che rende obbligatoria per i pediatri di fare il test  per la diagnosi precoce per l’ autismo a tutti i bambini entro 18 mesi.

Io ho conosciuto le sorelle Colombo qualche mese fa, mentre presentavano a Roma il loro film, immaginando che anche in Italia sarebbe accaduta la stessa cosa….Ma figurati!!!! Da noi ancora una legge specifica sull’ autismo è in alto mare, creerebbe tra l’ altro troppi imbarazzi in un paese dove ognuno può presentarsi con terapie miracolose senza che ci sia nella comunità scientifica qualcuno che osi controbattere.

Insomma dalle nostre parti quasi nessuno le ha calcolate. Le sorelle Colombo non si sono scoraggiate e siccome sono persone pratiche hanno organizzato (a spese loro ancora una volta e spendendo anche parecchio) un evento spettacolo per il 2 aprile, giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo. Contano di raccogliere fondi per finanziare il primo esperimento in Italia di un corso di formazione  con pediatri specializzati  per operatori di asili nido, proprio finalizzato a insegnare loro a individuare i sintomi di autismo entro i 18 mesi. Come loro stesse spiegano in questo video girato a casa mia con Tommy che le tormenta.

Ho assicurato tutto il mio sostegno all’evento, le sorelle si sono impegnate per una sala da 900 posti e va assolutamente riempita. Io sarò a Roma con Sabina Colombo e sul palco con Elisabetta Pellini che presenterà la serata. Si alterneranno sul palco  DANILO REA, TOSCA,PILAR,GIOVANNI BAGLIONI,PIER CORTESE,ILARIA GRAZIANO & FRANCESCO FORNI,FRANCESCO TASKAYALI . Selene Colombo sarà collegata  in contemporanea con l’evento organizzato al palazzo delle Nazioni Unite di New York (…E’ stato  per loro più facile essere ascoltate dall’ Onu che da qualche assessorato romano…)

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SETTE NOTE PER OTTO PASSI AVANTI

Mercoledì 2 aprile ore 21

Auditorium del Massimo
Via Massimo Massimiliano, 1 – Roma (RM)
Apertura porte ore 20
Inizio spettacolo ore 21

QUI PER LA PREVENDITA DEI BIGLIETTI

 “Ocho pasos adelante” (Italia, 2013) Film scritto e diretto da Selene Colombo. Patrocinato dalla Commissione italiana per l`UNESCO. Dichiarato per 6 volte film di interesse Sociale e Culturale in Argentina. Selezionato al Festival BAFICI. Il documentario racconta la vita di sei bambini residenti a Buenos Aires e affetti da disturbi dello spettro autistico (DSA, o ASD acronimo in inglese) in modo poco convenzionale. Il film il  punto di vista dei bambini stessi e delle loro famiglie e mostra il lavoro svolto dai professionisti di PANAACEA – un’associazione civile fondata a Buenos Aires alla fine del 2011 formata da esperti in neuropsichiatria infantile ed altre aree di salute ed educative. Gli obiettivi principali del film sono: aumentare la presa di coscienza, diffondere l’informazione sulla diagnosi precoce sin dai primissimi mesi di vita di un bambino e dare una panoramica sui trattamenti integrali esistenti che si incentrano sulla famiglia

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Il bambino dovrà essere diagnosticato da un medico per verificare se lui o lei soffre di diabete di tipo 2. Fino a quando il medico sa per certo che al bambino verrà prescritta solo l’insulina. Una volta che il diabete di tipo 2 è confermato il vostro bambino dovrà fare alcuni cambiamenti di stile di vita.

Il bambino potrebbe dover prendere alcuni farmaci come prescritto dal medico. Dovrà anche misurare i suoi livelli di zucchero nel sangue a intervalli regolari.

Il bambino dovrà controllare il livello del sangue quando c’è un inizio o un cambiamento di trattamento. Se il bambino non soddisfa gli obiettivi di trattamento o deve assumere insulina anche allora gli esami della glicemia sono obbligatori.

È possibile testare la glicemia del bambino a casa stessa. Il medico vi insegnerà come testare i livelli di zucchero nel sangue a casa. Se il bambino è insulino, il test della glicemia deve essere tre o quattro volte al giorno. Se il bambino non è insulino, il test può essere fatto meno frequentemente.

L’esercizio fisico è un must e il tempo dello schermo dovrebbe essere limitato a non più di 2 ore al giorno.

Puoi allenarti insieme al tuo bambino che ti permetterà di rimanere in salute. Tuttavia, a causa dell’età quando si esercita si può sperimentare dolore alle articolazioni. In questi casi, si può leggere qui su questo prodotto che aiuta a dare sollievo da dolori articolari.

È possibile prevenire il diabete di tipo 2 nei bambini?      

È possibile prevenire il diabete di tipo 2 nei bambini. Ridurre le calorie e ridurre il consumo di grassi e dolci malsani può aiutare a mantenere un controllo sulle condizioni del bambino. Assicurati che il tuo bambino ottenga una quantità sufficiente di attività fisica in un giorno. L’esercizio fisico ha un impatto importante sulla riduzione della resistenza all’insulina. Questi sono alcuni dei modi in cui si può aiutare il bambino ad avere livelli normali di zucchero nel sangue e mantenere un peso sano.

Le preoccupazioni che i genitori dei bambini diabetici  

I bambini possono avere difficoltà ad apportare modifiche alla loro routine per gestire o prevenire il diabete di tipo 2. Questo è particolarmente vero se avete figli adolescenti.

È importante che tu parli con il tuo bambino del loro peso e della loro salute. È importante che siate di supporto e che parliate in tono incoraggiante. Questo permetterà al tuo bambino di condividere le sue preoccupazioni con te. Il bambino non deve essere separato. Invece, tutta la famiglia può praticare una dieta sana ed esercizio di routine. I cambiamenti devono essere fatti lentamente. Ci vorrà tempo per tornare in buona salute.

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Il colesterolo si forma nel fegato. È una sostanza grassa che è cerosa nella consistenza e si trova in alcuni alimenti che vengono ottenuti dagli animali. Questi potrebbero includere uova, latticini e carne. Il colesterolo è essenziale per il corpo perché permette al corpo di funzionare bene. Tuttavia, se c’è troppo colesterolo nel corpo allora questo aumenta le probabilità di malattie cardiache. Molti fattori contribuiscono ad un alto livello di colesterolo. Di questi, alcuni possono essere controllati, mentre altri non possono.

 Se si desidera controllare la pelle da oscuramento allora questo link sito web dovrebbe aiutare.

Fattori di colesterolo alto che sono incontrollabili

Dopo che una donna raggiunge la menopausa i livelli di LDL o colesterolo cattivo salire e questo aumenta il rischio di malattie cardiache.

L’età gioca anche un fattore significativo che aumenta il rischio di colesterolo alto. Gli uomini sopra i 45 anni di età e le donne sopra i 55 anni di età sono ad alto rischio di colesterolo cattivo.

Il rischio di colesterolo alto dipende anche dalla vostra storia familiare. Se qualcuno nella tua famiglia è stato colpito da malattie cardiache precoci, anche tu sei ad alto rischio di colesterolo alto.

Fattori di colesterolo alto controllabili

Grassi saturi e grassi trans sono il colesterolo che sono presenti negli alimenti che aumenta il livello di colesterolo LDL.

Se sei in sovrappeso allora i livelli di colesterolo LDL salgono e i livelli di colesterolo HDL o buoni scendono.

Indulgere in attività fisiche aiuta ad abbassare il livello di colesterolo LDL. Aumenta il livello di colesterolo HDL.  Aiuta anche a perdere peso.

Come abbassare il livello di colesterolo cattivo

Abbassare i livelli di colesterolo LDL nel vostro corpo ti mette a minor rischio di malattie cardiache. Il tuo corpo ha bisogno di colesterolo per costruire nuove cellule. Il colesterolo aiuta anche a iralare i nervi e produce ormoni. Tuttavia, quando hai troppo colesterolo nel tuo corpo, allora ti mette ad alto rischio di malattie cardiache.

Ecco come funziona il colesterolo nel tuo corpo. Il fegato farà tutto il colesterolo che il corpo richiede. Ma si ottiene anche il colesterolo da varie altre fonti. Si ottiene il colesterolo quando si mangia zucchero o quando si mangiano prodotti alimentari che contengono grassi trans e saturi. Questi si trovano in prodotti alimentari trasformati come biscotti, pizze e ciambelle per citarne alcuni. Si ottiene anche il colesterolo quando si mangiano alcuni tipi di alimenti come latte, uova e altri prodotti che vengono ottenuti dagli animali. Con il tempo, questo colesterolo in più si accumula nel corpo e inizia a danneggiare il tuo corpo.

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Domare i golosi potrebbe non essere facile per molti. Molte diete promettono di porre fine alle vostre voglie di zucchero. Tuttavia, funzionano?

Consumiamo cibi zuccherati in modi che non sono sani.

La ragione di questo è perché lo zucchero alimenta tutte le cellule del cervello. Il tuo cervello inizia a vedere lo zucchero come una ricompensa e questo ti fa venire voglia di averne di più. Se si mangia un sacco di zucchero, allora si sta rafforzando la ricompensa e questo può essere un’abitudine difficile da farla franca. Scopri di più su come migliorare la tua salute sessuale.

Alti da zucchero  

Hai fretta spesso di mangiare caramelle durante mezzogiorno? La caramella ha zucchero e questo è un semplice carboidrato che si trasforma in glucosio rapidamente nel flusso sanguigno. Questo fa sì che il livello di zucchero nel sangue a picco. I carboidrati semplici sono presenti anche in verdure, frutta e latticini, ma questi contengono fibre e proteine che rallentano il processo di chiodare il livello di zucchero nel sangue. La soda e gli sciroppi che si consumano non hanno fibre e questo introduce il glucosio rapido nel flusso sanguigno.

Anche, il vostro corpo ha bisogno di spostare il glucosio fuori dal flusso sanguigno e nelle cellule per darvi energia. Per questo, il pancreas genera insulina che è un ormone. Di conseguenza, il livello di zucchero nel sangue ha un calo improvviso. Il rapido cambiamento del livello di zucchero nel sangue ti fa sentire spazzato via e si inizia a cercare più zucchero per riacquistare lo zucchero alto.

L’amido equivale allo zucchero      

Se pensi di non avere un debole per i dolci, ma desideri di più per patatine e bagel, allora capisci che questo cibo amidaceo contiene anche carboidrati complessi e il corpo li scompone in zucchero semplice. Se si dispone di questo cibo amidaceo allora questo potrebbe portare a un aumento di zucchero nel sangue e poi si blocca simile a quando si consuma zucchero. Il principale colpevole di questi è la farina bianca e il riso bianco. Se hai amidi raffinati come pane bianco e pasta, allora questi fanno peggio per te.

Diete detox – Funzionano?

Ora veniamo alle diete disintossicanti e se funzionano. Alcuni piani di disintossicazione da zucchero possono evitare ogni tipo di dolce. Ciò significa che si dovrebbe stare lontano da tutti i prodotti lattiero-caseari, frutta e cereali raffinati. L’idea principale di questa dieta è quello di eliminare lo zucchero dal sistema. Questi cambiamenti di dieta possono sembrare promettenti, ma sono drastici e non si può essere in grado di tenere il passo con loro. Questi sono alcuni cambiamenti che si può essere in grado di fare solo per un breve periodo e c’è un’alta probabilità che si ricadrà indietro alla vostra abitudine precedente presto.

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Il vomitevole spettacolo di quello che accadeva nella “Casa di Alice” è la prova che non si può continuare a considerare l’autismo come una voce del vocabolario. Ancora una volta l’ Italia si accorge quanto sia diffusa e radicata l’ ignoranza su un problema così ampio e dolorosamente diffuso come quello dei soggetti autistici e delle loro famiglie.

Mentre le penne raffinate continuano a fare questioni di natura lessicale, dando del politicamente corretto a chi chiede loro di non usare con leggerezza un termine che circoscrive uno dei peggiori pozzi neri d’ arretratezza nel nostro Paese, si scopre quale sia la media attenzione verso i ragazzi autistici nelle strutture “modello” che dovrebbero occuparsi della loro abilitazione all’autonomia. Come un anno fa clamorosamente si scoprì a Vicenza di insegnanti di sostegno trasformate in aguzzine di un ragazzo autistico a loro affidato.

I bambini autistici hanno bisogno di cure extra. Vedi la paginasu come puoi aiutare il tuo bambino ad affrontare i perdita di peso. Il tuo bambino dovrebbe conoscere il cambiamento prima che prenda palce. Se viene fuori qualcosa di inaspettato, allora offri rassicurazioni fisiche e verbali al tuo bambino e cerca di confortarlo. Se il tuo bambino mostra flessibilità a una routine, premialo. L’utilizzo di immagini e immagini può aiutare a preparare il bambino su ciò che può venire.

Attorno all’autismo si conferma sempre la medesima costante di approssimazione che degenera in comportamenti criminali. Operatori che dovrebbero essere specializzati nel trattamento dell’autismo si sono appassionati nel recupero del vintage manicomiale, con tanto di cella di contenzione dove i ragazzi venivano rinchiusi nudi dopo essere stati percossi e umiliati. Tutto questo ancora una volta il mondo lo viene a sapere solo perché qualcuno mosso da senso di giustizia decide di mettere delle telecamere e avere la prova concreta e inequivocabile del maltrattamento e delle torture.

LA NOTIZIA DA “IL RESTO DEL CARLINO”: Grottammare (Ascoli Piceno) 15 luglio 2014 -Maltrattamenti e sequestro di persona. Con queste pesanti accuse sono stati arrestati dai carabinieri di San Benedetto del Tronto, cinque educatori in servizio nel Centro socio-riabilitativo per giovani disabili ‘Casa di Alice’ di Grottammare, gestito dal Comune attraverso una cooperativa esterna. In manette sono finiti R.C., 47 anni, coordinatore, e gli operatori R.R., 53 anni, M.R.B., 46, S.C., 43, L.D., 53 anni.

Il centro ospita disabili affetti da autismo di età compresa dagli 8 ai 20 anni. Al suo interno è stata scoperta dalle forze dell’ordine, che hanno agito su mandato della Procura della Repubblica di Fermo, anche una cosidetta “stanza di contenimento” buia e stretta, dove i ragazzi venivano denudati e rinchiusi, erano anche costretti a fare pipì, o spintonati e sgridati (Guarda le immagini e il video). Il locale è stato sequestrato.

La ‘casa di Alice’ di Grottammare è stata trasferita nella cittadina balneare da San Benedetto del Tronto nel 2004. E’ un centro diurno che accoglie ragazzi, fra gli 8 e i 20 anni, provenienti anche dai Comuni limitrofi. All’epoca venne presentata come il fiore all’occhiello di un progetto sperimentale che tendeva ”attraverso interventi educativi comportamentali, a migliorare il rapporto dei ragazzi autistici con la realtà esterna”, in collaborazione con un neuropsichiatra infantile, una psicologa e una psicopedagogista.

Le indagini sono scattate nei mesi scorsi, sulla base di alcuni indizi raccolti dagli investigatori. La Procura di Fermo ha disposto l’avvio di intercettazioni video nei vari ambienti della ‘Casa’, tra cui appunto la ‘stanza di contenimento’, un locale di 7-8 metri quadrati, senza mobili e con una piccola finestra chiusa, e nella ‘stanza azzurra’ (dal colore delle pareti), che faceva altrettanta paura ai ragazzi, come è emerso da spezzoni delle loro conversazioni. L’inchiesta, coordinata dal pm Domenico Seccia e condotta dal Nor guidato dal tenente Mario Loiacono, ha permesso anche grazie alle riprese girate di nascosto di documentare numerosissimi episodi di aggressione fisica e psicologica (spintoni, schiaffi, strette al corpo, minacce gestuali) ai danni dei giovani disabili, e l’impiego sistematico della ‘stanza di contenimento’ come strumento per reprimere o ”punire” la vivacità dei ragazzi.

In realtà, hanno spiegato il pm e i carabinieri nel corso di una conferenza stampa, nei disabili c’era una ”totale assenza di comportamenti violenti o di azioni che giustificassero il loro ‘contenimento’, anche per svariate ore, all’interno di quell’ambiente, talvolta denudati dagli educatori e costretti a urinarsi addosso”. Il ricorso ai mezzi di contenzione previsto dal regolamento manicomiale del 1909 prevedeva l’utilizzo di mezzi di ‘contenzione meccanica’ (tra cui le stanze di contenimento, le camicie di forza ecc.) in casi eccezionali e limitati nelle ipotesi di comportamenti violenti o aggressivi del paziente. Questa norma, e quelle analoghe sull’organizzazione dei manicomi, ha ricordato il magistrato, è stata abolita con la riforma psichiatrica del 1978. E oggi per fortuna nel nostro ordinamento non c’è più alcuna disposizione di legge ”che implicitamente o esplicitamente autorizzi l’uso di mezzi di contenzione”. Adesso le indagini proseguono per ricostruire i contorni di altri episodi di violenza che si sarebbero verificati all’interno del centro, prima dell’inizio delle riprese video nascoste.

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convegniBig

Il 18 settembre alle 16.30 presenteremo: “Alla fine qualcosa ci inventeremo” al CNR di Roma. Avevamo già presentato un anno e mezzo fa nella stessa prestigiosa sede “Una notte ho sognato che parlavi”. Questa volta saremo ospitati nell’Aula Convegni, trecento posti che spero riempiremo.

Scrivere il mio secondo libro sull’autismo come ho già detto mi è costato tantissimo. Devo però assolutamente pensare a una soluzione concreta per il felice futuro di mio figlio autistico, soprattutto dopo che io me ne sarò andato. Fatalmente accadrà quando lui ancora sarà nel pieno della sua vita.

Bisogna muoversi per la costruzione d’ “Insettopia”, bisogna farlo fino a che avremo ancora voglia di vivere persino le nostre “sventatezze ardite”. Così ho scritto ancora e l’ ho fatto perché nessuno più s’ illuda che qualcuno penserà ai nostri autistici quando noi saremo troppo stanchi per farlo, ho scritto raccontando quello che ho visto cominciando a conoscere da dentro quello che, nel bene e nel male gira attorno all’autismo in Italia. Ho scritto anche perché i genitori come me escano dal loro circolo magico e comincino a costruire assieme per il domani dei figli, ma lo facciano presto, fino a che ne avranno le forze.

Mi piace che ancora una volta a tenerci a battesimo sia una grande istituzione scientifica come il CNR. Questo è un libro contro i profeti del fanta autismo, contro gli sciamani e i praticoni. E’ un libro che ho scritto anche per sputtanare un po’ di chiacchieroni, di farabutti, d’ ipocriti, di venditori di fumo.Se vuoi scrivere il tuo libro, la prima cosa è selezionare un tema. Scopri di piùsu questo integratore sicuro per ringiovanire la tua pelle come scegliere un tema che interesserà il lettore. Per identificare quale dovrebbe essere il tema prima di tutto è necessario identificare la trama della storia. Decidi anche il conflitto che sarà primario della storia. Un romanzo può avere più di un tema, ma è meglio se si sceglie solo pochi che possono essere evidenziati. Continueranno sicuramente a vivere alla grande sulla nostra pelle, ma almeno sarà chiaro che qualcuno farà di tutto per rendere meno facile il loro fare affari e acquisire prestigio sulla nostra sofferenza.

A noi piace giocare con le visioni, Con sguardi laterali, con pregiudizi gloriosi e sventatezze ardite. Ci fanno un baffo!!! Però non lasciatemi solo il 18 settembre mi piacerebbe che la sala fosse piena di gente.

Cominciate a tenervi liberi per l’ appuntamento e a comunicarlo a chi pensiate possa essere interessato. Qui presto vi aggiornerò su tutti i dettagli dell’ incontro.

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maialone

Oltre al danno pure la beffa. Spuntano gli “esperti” che ci vengono a dire che quello che abbiamo visto nei video del lager di Grottammare “La casa di Alice” è tutto normale, che siamo noi a non capire nulla di autistici, che i bravi signori e signore che in quel posto operavano con così specchiata e comprovata competenza erano nel giusto. Persino una psicologa dell’età evolutiva riesce a dire che siccome gli autistici sono incontrollabili, e fanno cose orribili (descrive sintomi dei più degradanti) la contenzione è d’ obbligo:

Nel video non si vede nessun gesto di violenza: decontestualizzando gli ingressi nella stanza, per giunta, non è possibile capire perché vi venissero chiusi, ma sono sicura che chi di dovere osserverà bene i video integrali e prenderà provvedimenti adeguati, perché se qualcuno è andato oltre deve pagare. Nel frattempo giornalisti e amanti del gossip potranno continuare a sentenziare senza sapere nulla.

Poi la psicologa esperta di autistici nel suo pezzo così descrive il suo affrontare una crisi oppositiva del ragazzo che le è stato dato in consegna:

I bambini autistici possono essere difficili da gestire. Ci vuole tempo, pazienza e preparazione per affrontarli. Guarda questiper questa pelle e anche fare uso di immagini per preparare il vostro bambino per qualsiasi situazione. Fare uso di storie sociali aiuta il tuo bambino autistico a essere preparato. Si potrebbe usare fumetti o fare un video. Fai un opuscolo di immagini per far sapere al tuo bambino cosa succederà dopo. Si potrebbe pensare di fare un viaggio o di andare da un dentista.

“All’arrivo della madre lo abbiamo afferrato con forza in due, ma continuava a divincolarsi, mordersi e gridare… Chissà cosa avrà pensato la gente! Esattamente quello che pensano ora tanti poveri ‘capiscioni’ che non hanno mai messo piede a Casa di Alice e non sono mai stati travolti dall’ira di un autistico grave…” (Quanti di voi conoscono davvero l’ autismo? (Claudia Chiappini psicologa dell’ età evolutiva , L’ Osservatore EU)

Mi viene d’ aggiungere: certamente torniamo al sano vecchio manicomio, infermieri nerboruti, camicie di forza, docce gelate e segregazione. Ma chi ha dato licenza a questa signora di parlare in questa maniera? Dove ha studiato come trattare gli autistici? Soprattutto perché qualcuno con titolo e competenza non le contesta questa orribile interpretazione e scioglie, a chi ancora ne avesse, ogni dubbio sul fatto che non è quello il sistema per lavorare sull’eventuale crisi di un autistico.

Poi ancora prosegue nell’operazione di “sdrammatizzazione” un collega che sicuramente la sa lunga sulla vicenda dopo essersi documentato con quello “che si dice in giro sui vari social network”, tanto che sembra abbracciare la tesi del complotto mediatico a danno di chi non faceva altro che il proprio dovere:

Ok, il mostro in prima pagina ce lo abbiamo sbattuto. Anzi, a dire la verità ce ne abbiamo messi cinque. Abbiamo parlato di “lager” e di “casa degli orrori” citando, punto per punto, il comunicato stampa diffuso dai carabinieri dove, tra le varie espressioni, si parlava di “sequestro di persona”. Abbiamo fatto la nostra buona dose di accessi e venduto tonnellate di carta stampata. Adesso forse possiamo fermarci a riflettere.(…)Le segnalazioni che sono arrivate sia in redazione ma che, in parte, troviamo anche in giro per i vari social network, parlano di prassi normali. Vale a dire che ci sono operatori che, quotidianamente e con tutti i requisiti dovuti, operano con gli affetti da autismo che affermano che quelle pratiche sono normali e non manifesterebbero alcun tipo di violenza. La domanda che nasce spontanea è: in quel mese e mezzo di indagini qualche esperto del settore (magari fuori dalla nostra zona, per non compromettere le indagini) è stato ascoltato? Gli sono state sottoposte quelle immagini? Certo, del senno di poi si sa che cosa è pieno ma visto che non è mai troppo tardi, queste riflessioni anche se le facciamo oggi, potrebbero tornare utili. (Dal lager alla casa degli orrori ma siamo proprio sicuri? (Emidio Lattanzi, La nuova Riviera)

Invece che in quel posto nulla era conforme a un civile ed efficace trattamento di soggetti autistici lo fa pensare il reportage che dalla “Casa di Alice” ha fatto un padre come me; anche lui ha una ragazza autistica e dopo aver visto scrive: “Ho pensato a mia figlia in quei momenti. Se tutte le volte che avesse una crisi, che a volte sfocia nell’autolesionismo, la lasciassimo chiusa in una stanza da sola a riempirsi di botte e morsi. Ma come può raggiungersi questo livello di assuefazione? Come si arriva al punto di non accorgersi del dolore altrui? Accorgersi e occuparsi di chi soffre e non sa comunicarlo in modo convenzionale, vale ancora di più.” (da qui leggi il testo integrale)

Ad averlo scritto è Davide Faraone, Parlamentare PD e responsabile del Welfare per lo stesso partito. Semmai è proprio da lui che avrei potuto aspettarmi una difesa d’ ufficio di quella struttura pubblica (e della cooperativa che ci operava) che sono, nel bene o nel male, amministrate, da persone della sua stessa area politica. Invece così non è stato, l’ indignazione e il senso di giustizia di un padre che si è sentito ferito è stato più forte di ogni possibile difesa d’ ufficio.

Spero che le maggiori associazioni che rappresentano le famiglie dei soggetti autistici decidano di costituirsi parte civile in questa vicenda come in tutti i processi che vedano come vittime i nostri ragazzi. Spero che chi sta lavorando a una legge sull’autismo capisca l’ urgenza di farla venire alla luce nel più breve tempo possibile.

PS 18 luglio ore 08.21

Le associazioni Angsa e Magicamente si sono rivolte ai loro legali per la costituzione a parte civile. Liana Baroni, presidente nazionale dell’ANGSA spiega in termini tecnici quale sia l’ aberrazione del metodo di trattamento per autistici in uso nella struttura “La casa di Alice”.

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