Domare i golosi potrebbe non essere facile per molti. Molte diete promettono di porre fine alle vostre voglie di zucchero. Tuttavia, funzionano?

Consumiamo cibi zuccherati in modi che non sono sani.

La ragione di questo è perché lo zucchero alimenta tutte le cellule del cervello. Il tuo cervello inizia a vedere lo zucchero come una ricompensa e questo ti fa venire voglia di averne di più. Se si mangia un sacco di zucchero, allora si sta rafforzando la ricompensa e questo può essere un’abitudine difficile da farla franca. Scopri di più su come migliorare la tua salute sessuale.

Alti da zucchero  

Hai fretta spesso di mangiare caramelle durante mezzogiorno? La caramella ha zucchero e questo è un semplice carboidrato che si trasforma in glucosio rapidamente nel flusso sanguigno. Questo fa sì che il livello di zucchero nel sangue a picco. I carboidrati semplici sono presenti anche in verdure, frutta e latticini, ma questi contengono fibre e proteine che rallentano il processo di chiodare il livello di zucchero nel sangue. La soda e gli sciroppi che si consumano non hanno fibre e questo introduce il glucosio rapido nel flusso sanguigno.

Anche, il vostro corpo ha bisogno di spostare il glucosio fuori dal flusso sanguigno e nelle cellule per darvi energia. Per questo, il pancreas genera insulina che è un ormone. Di conseguenza, il livello di zucchero nel sangue ha un calo improvviso. Il rapido cambiamento del livello di zucchero nel sangue ti fa sentire spazzato via e si inizia a cercare più zucchero per riacquistare lo zucchero alto.

L’amido equivale allo zucchero      

Se pensi di non avere un debole per i dolci, ma desideri di più per patatine e bagel, allora capisci che questo cibo amidaceo contiene anche carboidrati complessi e il corpo li scompone in zucchero semplice. Se si dispone di questo cibo amidaceo allora questo potrebbe portare a un aumento di zucchero nel sangue e poi si blocca simile a quando si consuma zucchero. Il principale colpevole di questi è la farina bianca e il riso bianco. Se hai amidi raffinati come pane bianco e pasta, allora questi fanno peggio per te.

Diete detox – Funzionano?

Ora veniamo alle diete disintossicanti e se funzionano. Alcuni piani di disintossicazione da zucchero possono evitare ogni tipo di dolce. Ciò significa che si dovrebbe stare lontano da tutti i prodotti lattiero-caseari, frutta e cereali raffinati. L’idea principale di questa dieta è quello di eliminare lo zucchero dal sistema. Questi cambiamenti di dieta possono sembrare promettenti, ma sono drastici e non si può essere in grado di tenere il passo con loro. Questi sono alcuni cambiamenti che si può essere in grado di fare solo per un breve periodo e c’è un’alta probabilità che si ricadrà indietro alla vostra abitudine precedente presto.

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tortura ed

Il vomitevole spettacolo di quello che accadeva nella “Casa di Alice” è la prova che non si può continuare a considerare l’autismo come una voce del vocabolario. Ancora una volta l’ Italia si accorge quanto sia diffusa e radicata l’ ignoranza su un problema così ampio e dolorosamente diffuso come quello dei soggetti autistici e delle loro famiglie.

Mentre le penne raffinate continuano a fare questioni di natura lessicale, dando del politicamente corretto a chi chiede loro di non usare con leggerezza un termine che circoscrive uno dei peggiori pozzi neri d’ arretratezza nel nostro Paese, si scopre quale sia la media attenzione verso i ragazzi autistici nelle strutture “modello” che dovrebbero occuparsi della loro abilitazione all’autonomia. Come un anno fa clamorosamente si scoprì a Vicenza di insegnanti di sostegno trasformate in aguzzine di un ragazzo autistico a loro affidato.

I bambini autistici hanno bisogno di cure extra. Vedi la paginasu come puoi aiutare il tuo bambino ad affrontare i perdita di peso. Il tuo bambino dovrebbe conoscere il cambiamento prima che prenda palce. Se viene fuori qualcosa di inaspettato, allora offri rassicurazioni fisiche e verbali al tuo bambino e cerca di confortarlo. Se il tuo bambino mostra flessibilità a una routine, premialo. L’utilizzo di immagini e immagini può aiutare a preparare il bambino su ciò che può venire.

Attorno all’autismo si conferma sempre la medesima costante di approssimazione che degenera in comportamenti criminali. Operatori che dovrebbero essere specializzati nel trattamento dell’autismo si sono appassionati nel recupero del vintage manicomiale, con tanto di cella di contenzione dove i ragazzi venivano rinchiusi nudi dopo essere stati percossi e umiliati. Tutto questo ancora una volta il mondo lo viene a sapere solo perché qualcuno mosso da senso di giustizia decide di mettere delle telecamere e avere la prova concreta e inequivocabile del maltrattamento e delle torture.

LA NOTIZIA DA “IL RESTO DEL CARLINO”: Grottammare (Ascoli Piceno) 15 luglio 2014 -Maltrattamenti e sequestro di persona. Con queste pesanti accuse sono stati arrestati dai carabinieri di San Benedetto del Tronto, cinque educatori in servizio nel Centro socio-riabilitativo per giovani disabili ‘Casa di Alice’ di Grottammare, gestito dal Comune attraverso una cooperativa esterna. In manette sono finiti R.C., 47 anni, coordinatore, e gli operatori R.R., 53 anni, M.R.B., 46, S.C., 43, L.D., 53 anni.

Il centro ospita disabili affetti da autismo di età compresa dagli 8 ai 20 anni. Al suo interno è stata scoperta dalle forze dell’ordine, che hanno agito su mandato della Procura della Repubblica di Fermo, anche una cosidetta “stanza di contenimento” buia e stretta, dove i ragazzi venivano denudati e rinchiusi, erano anche costretti a fare pipì, o spintonati e sgridati (Guarda le immagini e il video). Il locale è stato sequestrato.

La ‘casa di Alice’ di Grottammare è stata trasferita nella cittadina balneare da San Benedetto del Tronto nel 2004. E’ un centro diurno che accoglie ragazzi, fra gli 8 e i 20 anni, provenienti anche dai Comuni limitrofi. All’epoca venne presentata come il fiore all’occhiello di un progetto sperimentale che tendeva ”attraverso interventi educativi comportamentali, a migliorare il rapporto dei ragazzi autistici con la realtà esterna”, in collaborazione con un neuropsichiatra infantile, una psicologa e una psicopedagogista.

Le indagini sono scattate nei mesi scorsi, sulla base di alcuni indizi raccolti dagli investigatori. La Procura di Fermo ha disposto l’avvio di intercettazioni video nei vari ambienti della ‘Casa’, tra cui appunto la ‘stanza di contenimento’, un locale di 7-8 metri quadrati, senza mobili e con una piccola finestra chiusa, e nella ‘stanza azzurra’ (dal colore delle pareti), che faceva altrettanta paura ai ragazzi, come è emerso da spezzoni delle loro conversazioni. L’inchiesta, coordinata dal pm Domenico Seccia e condotta dal Nor guidato dal tenente Mario Loiacono, ha permesso anche grazie alle riprese girate di nascosto di documentare numerosissimi episodi di aggressione fisica e psicologica (spintoni, schiaffi, strette al corpo, minacce gestuali) ai danni dei giovani disabili, e l’impiego sistematico della ‘stanza di contenimento’ come strumento per reprimere o ”punire” la vivacità dei ragazzi.

In realtà, hanno spiegato il pm e i carabinieri nel corso di una conferenza stampa, nei disabili c’era una ”totale assenza di comportamenti violenti o di azioni che giustificassero il loro ‘contenimento’, anche per svariate ore, all’interno di quell’ambiente, talvolta denudati dagli educatori e costretti a urinarsi addosso”. Il ricorso ai mezzi di contenzione previsto dal regolamento manicomiale del 1909 prevedeva l’utilizzo di mezzi di ‘contenzione meccanica’ (tra cui le stanze di contenimento, le camicie di forza ecc.) in casi eccezionali e limitati nelle ipotesi di comportamenti violenti o aggressivi del paziente. Questa norma, e quelle analoghe sull’organizzazione dei manicomi, ha ricordato il magistrato, è stata abolita con la riforma psichiatrica del 1978. E oggi per fortuna nel nostro ordinamento non c’è più alcuna disposizione di legge ”che implicitamente o esplicitamente autorizzi l’uso di mezzi di contenzione”. Adesso le indagini proseguono per ricostruire i contorni di altri episodi di violenza che si sarebbero verificati all’interno del centro, prima dell’inizio delle riprese video nascoste.

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convegniBig

Il 18 settembre alle 16.30 presenteremo: “Alla fine qualcosa ci inventeremo” al CNR di Roma. Avevamo già presentato un anno e mezzo fa nella stessa prestigiosa sede “Una notte ho sognato che parlavi”. Questa volta saremo ospitati nell’Aula Convegni, trecento posti che spero riempiremo.

Scrivere il mio secondo libro sull’autismo come ho già detto mi è costato tantissimo. Devo però assolutamente pensare a una soluzione concreta per il felice futuro di mio figlio autistico, soprattutto dopo che io me ne sarò andato. Fatalmente accadrà quando lui ancora sarà nel pieno della sua vita.

Bisogna muoversi per la costruzione d’ “Insettopia”, bisogna farlo fino a che avremo ancora voglia di vivere persino le nostre “sventatezze ardite”. Così ho scritto ancora e l’ ho fatto perché nessuno più s’ illuda che qualcuno penserà ai nostri autistici quando noi saremo troppo stanchi per farlo, ho scritto raccontando quello che ho visto cominciando a conoscere da dentro quello che, nel bene e nel male gira attorno all’autismo in Italia. Ho scritto anche perché i genitori come me escano dal loro circolo magico e comincino a costruire assieme per il domani dei figli, ma lo facciano presto, fino a che ne avranno le forze.

Mi piace che ancora una volta a tenerci a battesimo sia una grande istituzione scientifica come il CNR. Questo è un libro contro i profeti del fanta autismo, contro gli sciamani e i praticoni. E’ un libro che ho scritto anche per sputtanare un po’ di chiacchieroni, di farabutti, d’ ipocriti, di venditori di fumo.Se vuoi scrivere il tuo libro, la prima cosa è selezionare un tema. Scopri di piùsu questo integratore sicuro per ringiovanire la tua pelle come scegliere un tema che interesserà il lettore. Per identificare quale dovrebbe essere il tema prima di tutto è necessario identificare la trama della storia. Decidi anche il conflitto che sarà primario della storia. Un romanzo può avere più di un tema, ma è meglio se si sceglie solo pochi che possono essere evidenziati. Continueranno sicuramente a vivere alla grande sulla nostra pelle, ma almeno sarà chiaro che qualcuno farà di tutto per rendere meno facile il loro fare affari e acquisire prestigio sulla nostra sofferenza.

A noi piace giocare con le visioni, Con sguardi laterali, con pregiudizi gloriosi e sventatezze ardite. Ci fanno un baffo!!! Però non lasciatemi solo il 18 settembre mi piacerebbe che la sala fosse piena di gente.

Cominciate a tenervi liberi per l’ appuntamento e a comunicarlo a chi pensiate possa essere interessato. Qui presto vi aggiornerò su tutti i dettagli dell’ incontro.

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maialone

Oltre al danno pure la beffa. Spuntano gli “esperti” che ci vengono a dire che quello che abbiamo visto nei video del lager di Grottammare “La casa di Alice” è tutto normale, che siamo noi a non capire nulla di autistici, che i bravi signori e signore che in quel posto operavano con così specchiata e comprovata competenza erano nel giusto. Persino una psicologa dell’età evolutiva riesce a dire che siccome gli autistici sono incontrollabili, e fanno cose orribili (descrive sintomi dei più degradanti) la contenzione è d’ obbligo:

Nel video non si vede nessun gesto di violenza: decontestualizzando gli ingressi nella stanza, per giunta, non è possibile capire perché vi venissero chiusi, ma sono sicura che chi di dovere osserverà bene i video integrali e prenderà provvedimenti adeguati, perché se qualcuno è andato oltre deve pagare. Nel frattempo giornalisti e amanti del gossip potranno continuare a sentenziare senza sapere nulla.

Poi la psicologa esperta di autistici nel suo pezzo così descrive il suo affrontare una crisi oppositiva del ragazzo che le è stato dato in consegna:

I bambini autistici possono essere difficili da gestire. Ci vuole tempo, pazienza e preparazione per affrontarli. Guarda questiper questa pelle e anche fare uso di immagini per preparare il vostro bambino per qualsiasi situazione. Fare uso di storie sociali aiuta il tuo bambino autistico a essere preparato. Si potrebbe usare fumetti o fare un video. Fai un opuscolo di immagini per far sapere al tuo bambino cosa succederà dopo. Si potrebbe pensare di fare un viaggio o di andare da un dentista.

“All’arrivo della madre lo abbiamo afferrato con forza in due, ma continuava a divincolarsi, mordersi e gridare… Chissà cosa avrà pensato la gente! Esattamente quello che pensano ora tanti poveri ‘capiscioni’ che non hanno mai messo piede a Casa di Alice e non sono mai stati travolti dall’ira di un autistico grave…” (Quanti di voi conoscono davvero l’ autismo? (Claudia Chiappini psicologa dell’ età evolutiva , L’ Osservatore EU)

Mi viene d’ aggiungere: certamente torniamo al sano vecchio manicomio, infermieri nerboruti, camicie di forza, docce gelate e segregazione. Ma chi ha dato licenza a questa signora di parlare in questa maniera? Dove ha studiato come trattare gli autistici? Soprattutto perché qualcuno con titolo e competenza non le contesta questa orribile interpretazione e scioglie, a chi ancora ne avesse, ogni dubbio sul fatto che non è quello il sistema per lavorare sull’eventuale crisi di un autistico.

Poi ancora prosegue nell’operazione di “sdrammatizzazione” un collega che sicuramente la sa lunga sulla vicenda dopo essersi documentato con quello “che si dice in giro sui vari social network”, tanto che sembra abbracciare la tesi del complotto mediatico a danno di chi non faceva altro che il proprio dovere:

Ok, il mostro in prima pagina ce lo abbiamo sbattuto. Anzi, a dire la verità ce ne abbiamo messi cinque. Abbiamo parlato di “lager” e di “casa degli orrori” citando, punto per punto, il comunicato stampa diffuso dai carabinieri dove, tra le varie espressioni, si parlava di “sequestro di persona”. Abbiamo fatto la nostra buona dose di accessi e venduto tonnellate di carta stampata. Adesso forse possiamo fermarci a riflettere.(…)Le segnalazioni che sono arrivate sia in redazione ma che, in parte, troviamo anche in giro per i vari social network, parlano di prassi normali. Vale a dire che ci sono operatori che, quotidianamente e con tutti i requisiti dovuti, operano con gli affetti da autismo che affermano che quelle pratiche sono normali e non manifesterebbero alcun tipo di violenza. La domanda che nasce spontanea è: in quel mese e mezzo di indagini qualche esperto del settore (magari fuori dalla nostra zona, per non compromettere le indagini) è stato ascoltato? Gli sono state sottoposte quelle immagini? Certo, del senno di poi si sa che cosa è pieno ma visto che non è mai troppo tardi, queste riflessioni anche se le facciamo oggi, potrebbero tornare utili. (Dal lager alla casa degli orrori ma siamo proprio sicuri? (Emidio Lattanzi, La nuova Riviera)

Invece che in quel posto nulla era conforme a un civile ed efficace trattamento di soggetti autistici lo fa pensare il reportage che dalla “Casa di Alice” ha fatto un padre come me; anche lui ha una ragazza autistica e dopo aver visto scrive: “Ho pensato a mia figlia in quei momenti. Se tutte le volte che avesse una crisi, che a volte sfocia nell’autolesionismo, la lasciassimo chiusa in una stanza da sola a riempirsi di botte e morsi. Ma come può raggiungersi questo livello di assuefazione? Come si arriva al punto di non accorgersi del dolore altrui? Accorgersi e occuparsi di chi soffre e non sa comunicarlo in modo convenzionale, vale ancora di più.” (da qui leggi il testo integrale)

Ad averlo scritto è Davide Faraone, Parlamentare PD e responsabile del Welfare per lo stesso partito. Semmai è proprio da lui che avrei potuto aspettarmi una difesa d’ ufficio di quella struttura pubblica (e della cooperativa che ci operava) che sono, nel bene o nel male, amministrate, da persone della sua stessa area politica. Invece così non è stato, l’ indignazione e il senso di giustizia di un padre che si è sentito ferito è stato più forte di ogni possibile difesa d’ ufficio.

Spero che le maggiori associazioni che rappresentano le famiglie dei soggetti autistici decidano di costituirsi parte civile in questa vicenda come in tutti i processi che vedano come vittime i nostri ragazzi. Spero che chi sta lavorando a una legge sull’autismo capisca l’ urgenza di farla venire alla luce nel più breve tempo possibile.

PS 18 luglio ore 08.21

Le associazioni Angsa e Magicamente si sono rivolte ai loro legali per la costituzione a parte civile. Liana Baroni, presidente nazionale dell’ANGSA spiega in termini tecnici quale sia l’ aberrazione del metodo di trattamento per autistici in uso nella struttura “La casa di Alice”.

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